XP

L’avevo postata lo scorso mese su Facebook ma mi ero dimenticato di aggiungerla al blog.

Mi capita spesso di collaborare con altri sistemisti quando sto lavorando presso i clienti della mia azienda e con alcuni di loro ho stretto anche rapporti abbastanza cordiali.
Stavo lavorando con uno di loro quando ho notato che nella sua rubrica e in tutti i suoi riferimenti sono registrato come

MARCO XP

Incuriosito gli ho chiesto il perchè di questo nome e candidamente mi ha risposto
“Abbreviazione di X Problemi Chiamare Marco”
Mi sono fatto una bella risata, ma devo ammettere che mi piace.
Anche perchè non si capisce bene se è per risolverli o crearli, i problemi.

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Organizzazione peeerfetta

Questo è capitato qualche inverno fa, quando non seguivo più il vecchio blog, ma non era ancora nato quello nuovo.

Mi chiedono un favore per lavoro: andare (nonostante siano le vacanze di Natale) da un cliente in liquidazione per spostare i nostri programmi dal server a un pc che verrà portato a Milano. Semplice e veloce, no?

Arrivo davanti all’azienda alle 09:00 in punto e già mi viene un piccolo, leggerissimo dubbio: non ci sono le finestre. Un bell’edificio industriale, senza finestre. A DICEMBRE.

Suono il campanello (e non sento nessun rumore), provo a chiamare a voce… ma non mi apre nessuno; anzi, pare proprio che non ci sia nessuno.

Aspetto, aspetto, aspetto (tanto a dicembre non fa freddo, no?) fino a che la cliente non arriva alle 09:45 dicendomi “Scusa, dovevo passare a prendere una cosa e ho fatto tardi”.

L’oggetto in questione si è rivelato essere un piccolo generatore a benzina da attaccare al quadro elettrico, poichè l’edificio non era solo senza finestre, ma anche senza corrente (alla faccia de “in liquidazione”).

Entro e mi diverte il fatto che, anche se non ci sono le finestre, dentro è tutto perfetto: scrivanie, sedie, cartoleria, pc, notebook, stampanti… persino la macchinetta del caffè.

Al che la cliente mi dice che posso attaccare il generatore e cominciare a lavorare.

Io però le espongo tre piccoli dubbi:

1) Non sono un elettricista e non ho la minima intenzione di imparare sul campo attaccando il generatore al quadro rischiando scosse varie.

2) Anche se fosse, bello avere un generatore a benzina ma non avere la benzina per attivarlo.

3) Guardo il quadro, l’azienda bella grande, il generatore bello piccolo. Secondo me, non ce la farà mai… sarebbe più utile avere un adattatore ed attaccarlo direttamente a ciò che ci serve (prima server più monitor, poi pc più monitor)

Mentre lei chiama un elettricista (e incredibilmente, nonostante la data, lo trova) io vado a prendere la benzina, almeno mi muovo e mi scaldo.

L’elettricista arriva alle 11 e come da mia intuizione, fa fatica a far partire il tutto con quel poco che ha a disposizione.

A mezzogiorno blocco tutti dicendo: “Ma se io portassi server e pc a MIlano nella nuova sede ed eseguissi l’intervento lì?” (Sì, lo so, avrei dovuto dirlo prima… ma non avevo voglia di andare a Milano, soprattutto in quella zona).

Così il pomeriggio (“Sì, sì, tranquillo, è una cosa facile, farai tutto in un oretta la mattina!”) parto per Milano con armi e bagagli, trovo parcheggio a 20 minuti dal palazzone in cui devo andare, faccio sei piani a piedi perchè l’ascensore non va (il tutto con ovviamente server e pc sottobraccio… e il server non era per niente leggero!) e in mezz’ora trasferisco e installo tutto.

Ditemi voi se questa non è organizzazione perfetta!

L’inoltro

Questa è successa molto tempo fa, quando lavoravo ancora all’help desk di un data center.

Una cliente mi segnalava di ricevere spesso mail contenenti caratteri strani da diversi destinatari sicuri; mentre eseguivo altri controlli, per prendere tempo, le ho chiesto di inoltrarmene una.

Poco dopo, mi arriva una mail vuota da questa signora, con un’immagine allegata.

La apro, la fisso per un minuto buono, cercando di capire… il perchè di tutto ciò; dopo poco finalmente ricostruisco il tutto, e scoppio a ridere. Perchè la signora, alla mia richiesta di inoltrarmi una mail, ha:

  • stampato la mail
  • ritagliato la zona stampata
  • incollate su un foglio bianco
  • scannerizzato suddetto foglio su un immagine
  • mi ha inviato l’immagine

Ovviamente quando mi sono collegato per rimettere apposto la codifica di lettura di Outlook le ho mostrato il tasto “inoltra”.

Telefonate sul lavoro, parte 1

Due telefonate avventure questa settimana:

Lunedì

Cliente: “Scusa Marco, ma ora mi chiede se sono sicura di voler continuare con l’operazione”

Io, volendo fare il brillante: “Sì signora, gli dica che è abbastanza sicura!”

Cliente: “Non posso, mi fa scegliere solo Sì o No”

Così imparo a fare lo spiritoso

Martedì

Cliente: “La password hai detto che devo metterla tutta maiuscola?”

Io: “Sì, signora, tutta maiuscola”

Cliente: “Anche i numeri?”

Io: “…”

Cliente: “Ah, no, c’hai ragione! I numeri non hanno i maiuscoli!”

Elasticità mentale

Per lavoro configuriamo e gestiamo dei rilevatori presenze, ovvero quelle macchinette simpatiche su cui si segnala l’entrata e l’uscita da lavoro.

Un cliente mi ha chiamato, abbastanza arrabbiato, poichè il terminale appena arrivato non funzionava.

Strano” penso “l’ho configurato io ieri e funzionava benissimo, mi sembra impossibile che si sia guastato in un’ora di viaggio in macchina, tutto imballato”

Mi dica, qual’è il problema di preciso?”

“Non si accende”

Queste macchine, non appena inserita l’alimentazione, si accendono automaticamente, per cui chiedo:

“Il cavo di alimentazione è attaccato correttamente?”

“… ah, perchè… VA A CORRENTE?”

Impassibile, stando bene attento a muovere pochissimi muscoli facciali per non crollare, rispondo “Sssssì, sopra il terminale c’era un cavo quando ho chiuso la scatola”

“Sì sì, l’ho visto. Hai ragione, attaccato alla corrente funziona, grazie mille”

Terminata la telefonata sono scoppiato a piangere dalle risate con la testa appoggiata alla scrivania.

Ora, lo so che noi informatici la facciamo sempre facile e non ci mettiamo nei panni di chi di tecnologia se ne intende poco… ma se nella scatola c’è 1) il terminale con sotto una presa arancione 2) un cavo di alimentazione con la spina arancione… un motivo ci sarà, dico io.

Esiste un piccolo particolare chiamato elasticità mentale.

Una stampante spiritosa

Uno dei nostri clienti ha una procedura che ogni notte lancia automaticamente una stampa di riepilogo, ma da qualche tempo la stampante, pur funzionando correttamente per tutto il resto, non produce il suddetto documento.

Mi sono così recato dal cliente mentre un mio collega lanciava da remoto la procedura; dopo mezz’ora di bestemmie informatiche e invocazioni al dio Nànos, protettore delle stampanti a getto d’inchiostro, forse riusciamo a capire il problema e la macchina diabolica si mette in funzione.

Collega:“Prova a vedere se ha stampato il report correttamente”

Il foglio di carta era completamente bianco, tranne che per la scritta “2 ♠”

Io:”…”

Collega:”Marco? Cosa è uscito dalla stampante?”

Io:“Due di picche”

Collega:“Ah, niente? Ma cosa c’è sul foglio? Bianco, caratteri strani, strisce?”

Io:“No no, c’è proprio scritto due e poi il simbolo di picche, non sto scherzando”

Abbiamo riso per un’ora, mentre sistemavamo il tutto: mi sono portato il foglio in ufficio come trofeo, ogni tanto per risollevarci il morale lo rispolveriamo e scoppiamo a ridere.